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Disfida dei Trombonieri

 

LA PERGAMENA BIANCA

COSA SI FESTEGGIA

Con la Disfida dei Trombonieri e la Festa della Pergamena Bianca si rievoca un importante evento storico: la vittoria del Re di Napoli, Ferdinando I d'Aragona, contro gli Angioini, nella Battaglia di Sarno del 1460.
Tale vittoria fu resa possibile solo con l'intervento di
500 volontari cavesi che attaccarono gli Angioini mettendoli in fuga. Il re, in cambio di tali prodezze, consegnò all'allora sindaco Scannapieco, una Pergamena in bianco su cui  i Cavesi avrebbero dovuto scrivere ciò che desideravano per il servigio reso. I cavesi, devoti al re, non chiesero nulla e la Pergamena Bianca, oggi, ancora intatta, è conservata nel Palazzo di Città.

CENNI STORICI

Nel pomeriggio del 6 Luglio 1460 le campane delle 50 chiese della Città de la Cava echeggiarono incessantemente.
I sacri bronzi chiamarono a raccolta gli uomini in armi.
All'Università de la Cava era giunta notizia che
il giovane Re Ferrante I d'Aragona, Sovrano del Regno di Napoli e di Sicilia, era sceso in battaglia nella valle di Sarno contro l'esercito di Giovanni d'Angiò, ma un'errata manovra consentì agli angioini di assediarlo e circondarlo.
Ferrante, se fosse stato sopraffatto, avrebbe perso la vita ed il trono e per tal motivo inviò messaggeri per il regno, affinchè i sudditi fedeli lo soccorressero.
L'Università de la Cava , appresa la notizia, non disponendo di un'armata o milizia permanente, deliberò di chiamare a raccolta tutti gli uomini.
Il Sindaco dei Sindaci de la Cava, che per quell'anno era Onofrio Scannapieco, da Dupino, partecipò l'evento a li cavoti ed incaricò i fratelli e Regi Capitani Gosuè e Marino Longo, del Casale di Sant'Arcangelo, di scegliere 500 uomini, tra i più audaci e forti.
L'armata cavota partì alla volta di Sarno e percorsi i diciotto chilometri che distano tra le due città, dall'altro della località Foce si calò sugli assedianti
con gran fracasso di ferraglia e torce accese.
Gli Angioini, sorpresi e non potendo determinare l'entità dell'attacco, furono costretti ad arretrare.
I cavesi al grido "Aragona,Aragona", consentirono al giovane re Ferdinando I (detto Ferrante) di aprirsi una via di fuga verso Nola e quindi verso Castel Novo di Napoli, salvandosi la vita ed il trono.
Non furono solo glorie! Infatti
dal 18 al 28 agosto 1460 gli Angioini entrarono nella Città de la Cava ... e fezero guasti assai... . Li cavoti non si piegarono, restando fedeli alla casa d'Aragona.
Il monarca fu tanto grato ai cavoti che, il 4 settembre 1460, Onofrio Scannapieco, chiamato alla Regia Corte in Napoli, ritirò la divenuta poi famosa Pergamena Bianca con la quale l'Università cavese avrebbe potuto ottenere quanto si potesse concedere.(vedi foto dipinto sulla Pergamena Bianca allegato).
I cavesi non ritennero di avanzare alcuna richiesta e per ciò
Re Ferrante, il 22 Settembre 1460, consegnò un diploma di privilegi e franchigie agli inviati dell'Università de la Cava:
Tommaso Gagliardi, Leonetto de Curtis, Perosino de Giordano, Bernardo Quaranta, Perillo de Monica e Pietro Cola Longo.
Il Re "motu proprio", concesse alla città il
titolo di Città Fedelissima e allo popolo cavajuolo cospicue guarentigie,
quali l'
esenzione dal pagamento, in tutto il reame, di ogni tipo di gabella, sia nel vendere che nell'acquistare, oltre il pregio di integrare con le armi Aragonesi (due pali rossi verticali in campo oro) nella destra dello stemma della città (già composto da tre fasce orizzontali rosse in campo argento) e la sovrapposizione allo stesso della corona regale. (vedi foto dello stemma)
L'esenzione dal pagamento delle gabelle consentì al popolo cavajuolo di
prosperare e di espandersi. Tra l'altro, fino al 15 settembre 1806, anche i comuni di Cetara e Vietri sul Mare sono stati Casali della Città de la Cava.
La Pergamena Bianca, immacolata com'era, è ancora oggi custodita negli archivi storici del Palazzo di Città di Cava de' Tirreni, vanto e gloria di un popolo laborioso e fedele.

FESTEGGIAMENTI E FOLKLORE

I cavesi, ogni anno, fin dai tempi più remoti, durante le celebrazioni del SS.Sacramento, nell'ottava del Corpus Domini, con la Festa di Monte Castello, testimoniano il Miracolo Eucaristico della fine della peste nel 1656. A tali pratiche religiose hanno anche legato le reminiscenze militari che li hanno caratterizzati dall'era rinascimentale (Battaglia di Sarno 1460) a quella risorgimentale.
La Festa di Monte Castello, fin dal 1657, iniziava il giovedì dell'ottava del Corpus Domini con le lodi al Signore e terminavano il sabato seguente con la gara di sparo dei trombonieri con gli archibugi per ricordare il vigore guerriero del popolo cavese manifestato dal XIV secolo in poi.
L'
Azienda di Soggiorno e Turismo cavese, nel 1974, di concerto con le già costituite squadre di trombonieri e l'Assessore alla Cultura della Regione Campania, il cavese On. Roberto Virtuoso, ideò La Disfida dei Trombonieri - La Pergamena Bianca.
Così si passò
dalla gara di sparo ad una disfida, ponendo al centro di una più accurata rievocazione, un passo storico, con riferimento al 1460 e sparo dei pistoni, e specifiche coreografie d'insieme, realizzate dagli oltre mille figuranti, divisi nei 4 Distretti: Corpo di Cava, Pasculano, Metelliano e Sant'Adiutore.
La rievocazione prevede (la sera del sabato) la partenza da
Piazza Lentini degli Sbandieratori Cavensi noti in tutto il mondo e veri organizzatori della festa, i Cavalieri Regi a cavallo, il Corteo Storico e i figuranti degli 8 Casali provenienti dalle loro rispettive sedi sparse per la città. Di qui, sfilano per il centro storico e il Borgo ( I Portici) fino ad arrivare in Piazza Nicotera (= Piazza San Francesco) dove viene consegnato il Cero Pasquale alla Comunità Francescana e viene benededetta l'Armata Cavota.
Quindi i figuranti ripercorrono il Borgo per portarsi in Piazza Vittorio Emanuele III (=
Piazza Duomo) per rendere omaggio alla Pergamena in Bianco.
La sera della domenica, viene messa in scena la Disfida dei Trombonieri presso lo Stadio Simonetta Lamberti.
I Casali si cimentano un gruppo per volta nell'ordine sorteggiato.
I figuranti prima si esibiscono in
pittoresche coreografie al ritmo dei loro rispettivi tamburi e alla melodia delle loro rispettive chiarine e poi è la volta dei trombonieri.
I pistonieri o trombonieri si cimentno in batterie di sparo di pistoni o tromboni (archibugi ad avancarica, dalla canna più corta e svasata come una tromba). Presiede una
giuria di esperti che valuta la velocità di caricamento, la velocità di sparo, la cadenza di sparo e lo stile dei concorrenti, secondo un rigoroso e dettagliato regolamento.
Alla fine della Disfida si consegna la
copia in argento della Pergamena Bianca ed il Drappo della Vittoria (realizzato da Giusy Polverino) al Casale vincitore che li conserverà fino all'edizione successiva.
Si procede anche alla premiazione del Casale che si è maggiormente distinto, con il
premio di "Citta Fedelissima".
Lo spettacolo allo stadio si chiude con l'
esibizione degli Sbandieratori Cavensi e dei cavalieri Regi a cavallo.

  • Vincitore dell'edizione 2010 è stato il Casale SS.Sacramento del Distretto Corpo di Cava.

  • Vincitore dell'edizione 2011 è stato il Casale Senatore del Distretto Pasculanum.

  • Il Premio "Città Fedelissima" 2011 è stato assegnato al Casale SS.Sacramento.


ALBO D'ORO DELLE VITTORIE
Gruppo Trombonieri Senatore...............................18
Gruppo Trombonieri Santa Maria del Rovo..............10
Gruppo Trombonieri SS.Sacramento.......................8
Gruppo Trombonieri Sant'Anna..............................5
Gruppo Trombonieri Filangieri...............................4
Gruppo Trombonieri Borgo Scacciaventi - Croce......2
Gruppo Trombonieri Sant'Anna all'Oliveto..............1
Gruppo Trombonieri Monte Castello.......................0

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