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Festa di Montecastello

 
 

Una delle più importanti manifestazioni religiose e folcloristiche della città di Cava de' Tirreni, è la "Festa di Montecastello".
Essa ha luogo ogni anno dal 1656, anno in cui la città e la popolazione cavese furono devastate da una cruenta pestilenza, che cessò per grazia ricevuta dopo una processione dei fedeli che portarono il Santissimo Sacramento dalla frazione Annunziata fin sul Monte Castello.

Cava de' Tirreni (così denominata dal 1862 per un regio decreto di re vittorio emanuele ll) è, tra l'altro,
Città Eucaristica come altre 65 nel Mondo come Parigi,Siena, Lanciano.

La storia narra che nel febbraio del 1656, a Napoli, allora capitale del Regno,
40 soldati spagnoli sbarcati da una galea proveniente dalla sardegna, avevano diffuso il contagio della peste bubbonica.
Nella sola Città di Napoli, sul finire di giugno 1656 si contarono 40mila morti.

Le prime vittime nella Città di Cava (le Terre Di Cava) si registrarono tra aprile e maggio 1656 a:

  • Casa Costa di San Cesareo nel Distretto Metelliano,

  • Casa Vallone in Dragonea e Casa Angrisani in Sant'Arcangelo, entrambe del Distretto del Corpo di Cava,

  • Casa Rosi nel Casale della Santissima Annunziata del Distretto di Sant'Adiutore.

In breve tempo i morti furono innumerevoli, tanto che non fu più possibile seppellirli nelle chiese parrocchiali.
In un primo momento furono abbandonati lungo le strade cittadine, nelle corti dei palazzi, nei poderi e nei pozzi.
Poi successivamente furono deposti in fosse comuni, ricoperte da calce bianca e terra.

Nel XV secolo la popolazione cavese contava 39mila abitanti, ma già sul finire del secolo XVI, a causa delle guerre, deportazioni, carestie, invasioni e pestilenze, si ridusse ad 8mila anime. Il 24 giugno 1656, nella sola chiesa parrocchiale  di san nicola di bari in dupino, furono seppellite 22 persone.

Il clero fece processioni, pubbliche orazioni ed esposizione di sacre reliquie come quella di Santa Feilicita, patrona del Casale del Corpo di Cava, donata ai Padri Benedettini da Papa Urbano II (il papa della prima crociata) il 4 settembre 1092.

Fu portata in processione la reliquia di Santa Felicita dall'Abbazia Benedettina del Corpo di Cava al Duomo di Sant'Adiutore in Piazza Vittorio Emanuele III, la statua stessa del Santo Adiutore (il vescovo africano, primo evangelizzatore nel 445 della "valle metelliana"), e persino l'effige della Madonna dell'Olmo, ma il contagio non cessò.

Don Angelo Franco, unico superstite dei quattro parroci del Casale della Santissima Annunziata, nell'autunno del1656, mentre celebrava la Messa, alla consacrazione del pane e del Cristo, andò in estasi  ed udì una "Voce Celeste", per la quale finita la Messa, insieme alle donne che erano presenti, portò l' Ostensorio sul terrazzo del Castello di Sant'Adiutore.
Dal Monte Castello quindi impartì la Santa Benedizione  alla valle sottostante
e miracolosamente nel dicembre 1656 il morbo cessò nella sola Città di Cava.

Dall'anno seguente,1657, la processione, eseguita nella ricorrenza del Corpus Domini, non fù più effettuata  per le vie del Casale della Santissima Annunziata, come da secoli avveniva, ma  verso la sommità del Colle Sant'Adiutore (Monte Castello), con i parroci, i fedeli e gli sparatori odierni pistonieri). Da lì veniva impartita la Santa Benedizione al popolo de la Cava, affinchèper intercessione Divina, non si replicasse quanto avvenuto l'anno precedente.

Da 355 anni i cavesi,con i Festeggiamenti del Santissimo Sacramento (in seguito Festa di Montecastello) nei giorni di giovedì e sabato successivi alla domenica del Corpus Domini (quest'anno giovedì 30 giugno e sabato 2 luglio 2011), rievocano il Miracolo Eucaristico che portò alla cessazione della peste bubbonica.

Dal 1950, la rievocazione, un tempo solo religiosa, ha assunto risvolti folkloristici con cortei e rievocazioni collaterali che impegnano più di mille figuranti, in singolari costumi del '600, che sfilano lungo le principali vie del Borgo.

Essi sono gli affiliati otto Casali di Pistonieri dell'Associazione Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri di Cava de'Tirreni, i Cavalieri della Pergamena Bianca e quelli di Città Regia, in groppa a magnifici destrieri, gli Sbandieratori Cavensi, gli Sbandieratori e Musici Città Regia, gli Sbandieratori delle Torri Metelliane e degli Sbandieratori San Nicolò de Priato.

I festeggiamenti prevedono:
1)  la tradizionale
Benedizione degli 8 Casali di Pistonieri ( Sant'Anna e Sant'Anna all'Oliveto del Distretto di Sant'Adiutore; Borgo Scacciaventi-Croce e Monte Castello del Distretto Metelliano; Santissimo Sacramento e Filangieri del Distretto di Corpo di Cava; Senatore e Santa Maria del Rovo del distretto Pasculano) dal sagrato della Cocattedrale di Sant'Adiutore di Monte Castello, dall'Arcivescovo della diocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.
2)  lo
sparo di oltre 300 salve di pistone (arma ad avancarica del XVI secolo)
3) il
corteo lungo le principali vie del Borgo
4) i
fuochi pirotecnici dal Monte Castello.

I Festeggiamenti in onore del Santissimo Sacramento, ancor oggi, sono occasione d'incontro tra famiglie sui terrazzi, balcono e cortili delle abitazioni, per consumare le
specialità tipiche, quali pastiera di maccheroni, milza cotta nel vino e aceto, zucchine alla scapece, soppressata, provolone piccante, melenzane al cioccolato, ciliege e buo vino.

La singolarità di Monte Castello è che ha la forma di una piramide a base quadrangolare.
Forse anche Monte Castello è  veramente una piramide, come quelle della Bosnia e di Nizza.
Tra l'altro fra Salerno e Napoli ci sono altri monti a forma piramidale, Monte Castello è quello meglio squadrato.

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