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La Pedagogia Clinica e i suoi metodi

Pedagogia Clinica
 
 

La persona che vive un disagio di qualunque tipo è bloccata nelle sue capacità espressive e il suo malessere ostacola il fluire delle energie fisiche e mentali.  Questa condizione compromette il sereno scorrere della vita, oltre che minare la coscienza di sé. Il senso di smarrimento, di solitudine - talvolta di emarginazione - che ne deriva, impedisce che si attinga ai propri talenti e valori per realizzare desideri e aspettative.
La pedagogia clinica fonda l'approccio di aiuto sull'aspetto educativo, quell' ex-ducere così caro alla tradizione umanistica a cui tanto la pedagogia clinica deve nel suo divenire professione di aiuto. Nell'accezione più comune, il termine pedagogia si riferisce a tutto ciò che riguarda l'Educazione dell'individuo, con particolare riferimento alla fascia di età che va dalla nascita all'adolescenza. Tuttavia, la persona è in continua evoluzione e l'innovazione della pedagogia clinica - e per clinica si intende "un'azione umana, non sanitaria o psicoterapeutica per aiutare la persona" (G. Pesci) - sta nell'estendere l'aiuto alla persona di tutte le età, perché ogni fase dell'esistenza ha bisogno o ha il diritto di  avere  la possibilità di tirare fuori.
Da un punto di vista epistemologico, la ricerca parte da lontano, da quell'ideale di armonia ed equilibrio alla base di tutta la cultura classica. La ricerca stessa è stata "un lavoro educativo, un tirar fuori, analizzare, sezionare, dividere, interpretare la medicina, le pratiche dei sacerdoti" (G. Pesci), per costruire l'impalcatura della pedagogia clinica e darle fondamento scientifico. In questo lungo viaggio verso l'elezione a professione di aiuto, discipline appartenenti sia al campo umanistico che scientifico si sono incrociate sintetizzando un nuovo modo di essere vicino alla persona in difficoltà, un modo creativo e rispettoso di tutto il suo potenziale patrimonio. Di qui uno dei fondamenti della pedagogia clinica, ossia che essa non cura, perché non focalizza il suo intervento sulla malattia - pur riconoscendola - ma si volge alle risorse disponibili della persona, utilizzate come punto di partenza per maturare consapevolezze, scoprire attitudini, trarre il meglio da sé.

Educare, nel senso di tirare fuori le capacità e le risorse disponibili, vale sia nel normale flusso della vita che nel disagio.  Il termine educativo, spesso abusato e quindi indebolito nella sua essenza etimologica, ritorna con la pedagogia clinica alle origini e diventa pregnante, significativo di un aiuto che, tramite strategie appropriate, rappresenta una nuova strada lungo cui la persona può ritrovare il benessere, l'equilibrio e l'armonia, arricchendosi di esperienze di crescita.

La pedagogia clinica si avvale di metodi diagnostici e di intervento, protetti dal marchio registrato e prerogativa, quindi, solo del pedagogista clinico. La diagnosi pedagogico-clinica definisce con chiarezza le aree di intervento, il percorso educativo dispone di numerosi metodi a seconda delle esigenze della persona.

L'area di rilevazione diagnostica comprende:

  • il colloquio anamnestico, come prezioso momento di conoscenza e raccolta di informazioni,

  • l'analisi dell'espressività motoria,

  • l'analisi delle abilità espressive,  

  • l'analisi delle abilità di codifica e decodifica scrittoria,

  • la metodologia e tecnica dei test,

  • gli strumentari diagnostici con marchio registrato ISFAR.


Tra i metodi di intervento vi sono:

  • Self®, per l'autonomia e coscienza di sé,

  • Memory Power Improvement®, per stimolare la capacità mnestiche,

  • Eucalculia®, per le difficoltà nelle abilità logico-matematiche.

  • Writing Codex®, per le difficoltà inerenti la scrittura.

  • Bon Geste®, per difficoltà di apprendimento associate ad alterazioni comportamentali.

  • Prismograph®, per educare al segno grafico.

  • Body Work® e Touch Ball® per scoprire e vivere il proprio corpo attraverso la stimolazione percettivo-tattile.

  • Discover Project® e Trust System®, per liberare il corpo dalle pesanti armature tensive accumulate dopo lunghi periodi di disagio psico-fisico.

  • Training Induttivo®, per imparare a rilassare il proprio corpo.

  • Ritmo-Fonico®, per il recupero delle difficoltà espressive.

  • Edumovement®, per la conoscenza del sé corporeo in equilibrio con l'affettività e l'ambiente.

  • Inter-Art®, per esprimere il proprio mondo emotivo-affettivo.

  • Educromo®, per le difficoltà di lettura.

  • Musicopedagogia®, per facilitare la comunicazione con un approccio non verbale.

  • Psico-fiabe®, per accedere alla realtà interiore della persona tramite il mondo simbolico dell'immaginario ed affrontare il disagio sia a livello individuale che sociale.

  • Reflecting®, per stare nel colloquio con l'Altro senza ingerenze e induzioni, ma in un Ascolto rispettoso della sua libertà di espressione.


L' intervento educativo è volto alle difficoltà di apprendimento scolastico e a disagi di tipo cognitivo, emozionale,  relazionale, in tutti i contesti e a tutte le età.
Gli incontri, individuali o di gruppo, vedono impegnato il pedagogista clinico che, ben consapevole dei suoi strumenti, delle modalità e delle aree di intervento, lavora nel rispetto assoluto delle regole dettate dal proprio codice deontologico, senza invadere in alcun modo la professionalità altrui.




Dott.ssa Rosa Fiasco
Pedagogista clinico
Trainer nella Rieducazione vestibolare
Esercita presso lo Studio medico di Audiofonologia del dr. Luigi Capuano
a Salerno



Il Centro Indaco collabora con diversi Pedagogisti Clinici in tutta Italia.
La dott. Fiasco è fra questi.


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